Test di impairment IAS 36: cosa devono sapere i team finanziari per il consolidato

Pubblicato 08 ott 2026  | 4 min. di lettura
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I valori delle attività cambiano. I mercati cambiano, le condizioni di business si deteriorano e le acquisizioni non sempre generano le sinergie previste. In questi casi, lo stato patrimoniale deve riflettere la realtà, non il costo storico. Questo è lo scopo principale dello IAS 36 e, per i team finanziari responsabili del reporting di gruppo, operare correttamente non è negoziabile.

 

Cos'è lo IAS 36 e perché è importante per il consolidato finanziario?

La riduzione di valore delle attività IAS 36 richiede che le attività stesse non siano mai iscritte a un valore superiore al valore recuperabile, ovvero il maggiore tra il fair value al netto dei costi di dismissione e il valore d'uso. Quando il valore contabile supera il valore recuperabile, deve essere riconosciuta immediatamente una perdita per riduzione di valore nel conto economico.

Per il consolidato finanziario, le implicazioni si estendono all’intero gruppo. Le perdite per riduzione di valore riconosciute a livello di controllata devono confluire nei bilanci consolidati, incidendo sui valori delle attività e sul patrimonio netto a livello di gruppo. Ciò significa che le incongruenze nel modo in cui le singole entità applicano il principio possono compromettere l’integrità del reporting consolidato.

 

Comprendere il valore recuperabile

Prima di eseguire l'impairment test, occorre comprendere che cosa si sta misurando.

Il valore recuperabile presenta due componenti:

  • Fair value al netto dei costi di dismissione: il prezzo che si riceverebbe in una transazione ordinaria sul mercato, al netto dei costi diretti di vendita, quali spese legali, imposte sulle transazioni e costi di rimozione. In assenza di un mercato attivo, si applicano i metodi di valutazione previsti dall’IFRS 13.
  • Valore d’uso: il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi dall’attività, calcolato mediante un’analisi dei flussi di cassa attualizzati (DCF). Lo IAS 36 richiede proiezioni dettagliate fino a un massimo di cinque anni, con l’applicazione di un valore terminale oltre tale periodo basato su un tasso di crescita costante o decrescente.

 

Non è sempre necessario calcolare entrambi. Se uno dei due importi supera già il valore contabile, l'attività non risulta svalutata.

 

Il processo di impairment in quattro passi

Lo IAS 36 stabilisce una chiara sequenza per determinare e rilevare le perdite di valore:

Passo 1: identificare gli indicatori di perdita di valore. A ogni data di bilancio, valutare se sono presenti degli eventi scatenanti. Tra questi rientrano il calo del valore di mercato, cambiamenti sfavorevoli del contesto operativo, l’aumento dei tassi di attualizzazione o indicatori interni come danni fisici o risultati economici peggiori del previsto.

Passo 2: stabilire se sussiste una perdita di valore. Confrontare il valore contabile con il valore recuperabile. Se il valore contabile è superiore, sussiste una perdita di valore.

Passo 3: determinare l'importo della perdita di valore. La differenza tra il valore contabile e il valore recuperabile è la perdita di valore.

Passo 4: registrare la svalutazione nello stato patrimoniale e nel conto economico. Ridurre immediatamente il valore contabile e adeguare i piani di ammortamento futuri per riflettere il nuovo valore ripartito sulla vita utile residua.

 

Regole speciali per l'avviamento

L'avviamento richiede un trattamento separato ai sensi dello IAS 36, ed è qui che la complessità aumenta in modo significativo.

A differenza di altre attività, l'avviamento non può essere testato isolatamente. Deve essere allocato alle unità generatrici di flussi di cassa (CGU), ossia il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in ingresso ampiamente indipendenti. Ciascuna CGU deve rappresentare almeno il livello minimo al quale l'avviamento viene monitorato a livello interno e non può essere più ampia di un settore operativo.

L'avviamento segue un approccio basato esclusivamente sulla perdita di valore: non è previsto alcun ammortamento programmato, ma è obbligatorio effettuare verifiche annuali, indipendentemente dalla presenza o meno di eventi che le inneschino. Quando una CGU subisce una perdita di valore, l'avviamento viene svalutato per primo. Solo allora i valori contabili delle altre attività non correnti della CGU vengono ridotti proporzionalmente.

Una regola ulteriore da tenere presente: una volta rilevata una perdita di valore dell'avviamento, la perdita non può mai essere ripristinata. Per tutte le altre attività, la perdita deve essere ripristinata se il valore recuperabile aumenta successivamente, ma entro un limite massimo. Il valore contabile dopo il ripristino non può superare quello che avrebbe avuto se la perdita di valore originaria non si fosse mai verificata.

 

Quali attività rientrano nell'ambito dello IAS 36?

Oltre all'avviamento, lo IAS 36 si applica a:

  • Altre attività immateriali non correnti, comprese quelle con vita utile indefinita (che richiedono anch'esse test annuali)
  • Immobili, impianti e macchinari
  • Immobili a scopo di investimento valutati al costo ammortizzato
  • Joint venture e società collegate contabilizzate con il metodo del patrimonio netto
  • Attività per diritti d'uso ai sensi dell'IFRS 16

 

Le attività che non rientrano in questo ambito, come gli strumenti finanziari disciplinati dall'IFRS 9 e le rimanenze disciplinate dallo IAS 2, sono soggette ai rispettivi principi in materia di riduzione di valore.

 

In che modo questo influisce, nella pratica, sul tuo team finanziario?

Eseguire test di impairment a livello di gruppo secondo lo IAS 36 è impegnativo. La raccolta di dati affidabili per le proiezioni dei flussi di cassa, l’applicazione di tassi di attualizzazione coerenti tra le società controllate, l’allocazione dell'avviamento alle CGU e il mantenimento di una documentazione completa ai fini della revisione contabile, tutto ciò richiede coordinamento tra le entità e una governance chiara delle ipotesi.

La Lucanet CFO Solution Platform centralizza i dati del consolidamento, standardizza i flussi di lavoro di impairment e mantiene una documentazione pronta per la revisione contabile in tutto il gruppo. Il controllo automatico delle versioni e un’aggregazione coerente dei dati riducono il rischio di errori manuali e offrono al team il tempo di concentrarsi su attività ad alta intensità di giudizio anziché sulla gestione dei dati.

 

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Il nostro white paper sullo IAS 36 tratta in modo approfondito l'intera metodologia di impairment: calcolo del DCF, allocazione della CGU, regole per il ripristino di valore ed esempi pratici svolti per il reporting consolidato.

 

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    Prof. Dr. Carsten Theile

    Il professor Carsten Theile insegna rendicontazione contabile tedesca e internazionale presso l’Università di Scienze Applicate di Bochum. È autore di oltre 280 articoli specialistici in materia di contabilità finanziaria e fiscalità delle imprese ed è co-curatore dell’opera *Theile/Dittmar, IFRS-Handbuch* (7ª edizione, 2024). È inoltre noto come autore del testo di riferimento “Meyer/Theile, Bilanzierung nach Handels- und Steuerrecht” (34ª edizione 2025). Dal 2005 è membro della commissione d’esame della Camera dei Dottori Commercialisti e, dal maggio 2025, membro del Comitato tecnico per la rendicontazione finanziaria presso il Comitato tedesco per i principi contabili (ASCG).

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